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ANASSAGORA

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                     ANASSAGORA Anassagora di Clazomene, che può essere considerato il primo vero "scienziato", visse e operò ad Atene, dove ebbe anche il merito di portare e diffondere per la prima volta la riflessione filosofica. Accusato di empietà,perché riteneva che il sole non fosse una divinità ma una semplice massa infuocata, fu cacciato dalla città e mori in esilio. Per quanto riguarda la cosmologia, Anassagora mostra di avere una percezione delle dimensioni e della configurazione dell'universo migliore di quella dei suoi predecessori. Egli, infatti, diceva che il sole ci appare piccolo perché dista molto da noi, ma in realtà è più grande del Peloponneso. 

Sosteneva anche che la luna, pur essendo più piccola del sole, ci appare più grande perché è più vicina al nostro pianeta. Ancora, affermava che tutti i corpi celesti - il sole, la luna ...

EMPEDOCLE

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                         EMPEDOCLE LE RADICI DELL'UNIVERSO Tra i precursori del nuovo approccio di carattere scientifico, nel V secolo a.C., dobbiamo annoverare innanzitutto Empedocle di Agrigento,presentato dalla tradizione come poeta, medico, taumaturgo e mago. Nel poema Sulla natura Empedocle descrive la nascita dell'universo a partire dalla situazione originaria di una totalità indifferenziata, lo sfero, in cui si mescolano e confondono il fuoco, l'acqua, la terra e l'aria, che rappresentano le «quattro radici», cioè i quattro elementi primordiali.                                            Tali principi sono eterni, immutabili e identici a se stessi, come l'essere di Parmenide.  LE FORZE COSMICHE Egli ipotizza che, quale causa prima di...

ZENONE

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                  ZENONE Zenone di Elea era un fedele discepolo di Parmenide, che cercò di dimostrare con sottili argomenti logici che chiunque si fosse discostato dall'insegnamento del maestro sarebbe caduto in una serie di insanabili contraddizioni logiche. Parmenide sosteneva essenzialmente due tesi l'essere è uno; -l'essere è immutabile. Zenone confutava, con la sua sottile arte dialettica, coloro che affermavano: -la pluralità dell'essere e delle cose (i pitagorici); -il movimento (Eraclito e gli eraclitei). Tutti i suoi argomenti, in definitiva, si possono ricondurre alla seguente affermazione: se si ammette che la realtà è mutevole e molteplice, si cade nell'assurdo. Il modo in cui lui “smontava“ le tesi degli avversari era rendendole paradossali, e una volta ridotte all'assurdo ritornava a quelle opposte del suo maestro, Parmenide. LA CONFUTAZIONE DELLE TESI SUL MOVIMENTO "Achille dal piede veloce"  chiamato paradosso ...

MATRIX

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MATRIX TRAMA: Nel film Matrix esistono due realtà: una è l'esistenza che conduciamo ogni giorno, l'altra invece è nascosta. Neo vuole scoprire la verità su Matrix, un mondo virtuale elaborato al computer creato per tenere sotto controllo le persone. Incontra poi Morpheus che potrebbe aiutarlo a scoprire la verità. Quale è il significato di Matrix?  Matrix significa Matrice, è un elemento matematico che rappresenta una tabella ordinata di elementi. RIFERIMENTI FILOSOFICI: Gli argomenti filosofici più significativi sono riferiti alla distinzione fra apparenza e realtà e anche il problema del rapporto mente e corpo. La problematica evidente di questo film è l'opposizione fra il mondo vero e quello finto.

PARMENIDE

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PARMENIDE E IL PENSIERO DELL'ESSERE IL POEMA DI PARMENIDE Diversa, se non addirittura opposta rispetto a quella di Eraclito, è la visione del mondo di Parmenide, il filosofo dell'unità e della stabilità.  Vissuto a Elea, Parmenide crebbe in un ambiente culturale e intellettuale aristocratico, del tutto diverso da quello aperto e fertile di ricerche naturalistiche della Ionia. Scrisse un poema in versi intitolato "sulla natura", di cui ci restano il proemio e vari frammenti delle altre due parti rispettivamente dedicate alla verità e all'opinione. I primi filosofi, infatti, trovavano proprio nei grandi miti elaborati dai poeti un immenso repertorio di immagini ed idee, che essi riprendevano adattandole ai nuovi scopi della riflessione razionale. È in questo contesto che si giustifica l'uso della poesia da parte di Parmenide nella cui opera, fra l'altro, si riflette l'aspirazione a una sapienza sacrale e di ascendenza sacerdotale. Sebbene la cornice sia ...

ERACLITO

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ERACLITO E L'ESPERIENZA DEL DIVENIRE L'IMMAGINE DI UN UOMO SCHIVO E SOLITARIO Eraclito è vissuto nella città di Efeso a cavallo tra il VI e il V secolo a.C. La tradizione lo presenta come discendente da stirpe reale.                             Dalla sua unica opera, probabilmente intitolata Intorno alla natura, ci restano solo frammenti: aforismi brevi ed enigmatici che gli valsero l'appellativo di oscuro. IL FLUSSO UNIVERSALE Il punto di partenza dell'indagine di Eraclito è la constatazione che nel mondo non c'è nulla che sia in uno stato di quiete: tutto è costantemente in movimento. C'è conflitto nella città, dove nell'epoca in cui visse le classi emergenti degli artigiani e dei commercianti contrastavano il potere dell'aristocrazia. C'è conflitto nella natura, dove si assiste al continuo alternarsi di elementi contrari. Tutto muta incessantemente. Tale condizione riguarda anche l'uomo. La sostanza che per Er...

GLI IONICI E IL PROBLEMA DELL'ARCHÉ

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GLI IONICI E IL PROBLEMA DELL'ARCHÉ  LA PRIMA RIFLESSIONE FILOSOFICA                       Intorno ai secoli VII-VI a.C. nella ionia si sviluppa la prima riflessione filosofica per cercare una risposta a simili interrogativi. Coloro che inaugurano questo nuovo stile di pensiero sono Talete, Anassimandro e Anassimene, tutti e tre di Mileto, che a quel tempo era tra le più potenti e ricche città della Ionia.                                                                                                                                       Possiamo tuttavia affermare con certezza che possede...